La logica del calcolo
Una plusvalenza nasce dalla differenza positiva tra il corrispettivo di una cessione e il costo fiscalmente riconosciuto delle unità cedute. Sembra banale, ma le criptovalute sono fungibili: se hai comprato bitcoin cinque volte a prezzi diversi e ne vendi una parte, nessuno può dire quali unità siano uscite. Serve un criterio.
Il calcolo si regge quindi su tre decisioni, tutte da esplicitare nel report perché un professionista possa verificarle: quali lotti si considerano ceduti, su quale perimetro si raggruppano e quali operazioni contano come cessione. Le prime due sono scelte di metodo; la terza dipende dalla natura degli asset ed è trattata nella guida alle tasse crypto.
Un esempio con i numeri
Mettiamo tre acquisti di ETH e una vendita parziale, tutto sullo stesso exchange:
| Data | Operazione | Quantità | Prezzo unitario | Controvalore |
|---|---|---|---|---|
| 10/03/2024 | Acquisto | 1,0 ETH | 2.000 € | 2.000 € |
| 18/09/2024 | Acquisto | 1,0 ETH | 2.400 € | 2.400 € |
| 04/02/2025 | Acquisto | 1,0 ETH | 3.000 € | 3.000 € |
| 20/11/2025 | Vendita | 1,5 ETH | 3.400 € | 5.100 € |
Il corrispettivo è 5.100 euro in entrambi i casi. Cambia solo il costo che gli si contrappone:
| Criterio | Lotti consumati | Costo | Plusvalenza | Imposta 26% |
|---|---|---|---|---|
| LIFO | 1,0 ETH da 3.000 € + 0,5 ETH da 2.400 € | 4.200 € | 900 € | 234 € |
| FIFO | 1,0 ETH da 2.000 € + 0,5 ETH da 2.400 € | 3.200 € | 1.900 € | 494 € |
Stesse operazioni, stesso incasso, 260 euro di imposta di differenza su una sola vendita. E il criterio non si sceglie a posteriori: quel che resta in portafoglio dopo la vendita — 1,5 ETH in entrambi i casi, ma con costi diversi — condiziona tutte le vendite degli anni successivi. È il motivo per cui un report che mostra soltanto il totale finale è inutilizzabile: senza il dettaglio dei lotti consumati nessuno può rifare il conto.
Nota sull'anno. Nell'esempio la vendita è del 2025 e l'aliquota è il 26%. La stessa vendita fatta nel 2026 sconterebbe il 33%: a parità di operazioni, 297 euro invece di 234 con il LIFO.
LIFO, FIFO e la coerenza nel tempo
LIFO significa last in, first out: si considerano cedute per prime le unità acquistate più di recente. FIFO fa l'opposto. Per le cripto-attività la norma non impone un metodo unico e nella prassi prevale il LIFO, ma la cosa che conta davvero è un'altra: il criterio va dichiarato e tenuto uguale su tutto lo storico. Cambiarlo a metà strada produce numeri che non si riconciliano con quelli dell'anno prima.
In CryptoTax il metodo è un'opzione visibile nel report, non una scelta nascosta nel codice: il commercialista vede quale criterio è stato applicato e può chiedere di cambiarlo e ricalcolare.
Per wallet o su tutto il portafoglio
La seconda decisione è il perimetro su cui i lotti vengono raggruppati. Trattare l'intero patrimonio come un unico insieme, oppure tenere separati exchange e wallet, cambia l'abbinamento tra vendite e costi — e quindi il risultato. La prassi dell'Agenzia delle Entrate, richiamata dalla risposta a interpello n. 788/2021, tende a considerare depositi e portafogli distinti come non fungibili tra loro.
È una scelta da prendere con il professionista prima di generare il report definitivo, non dopo. Vale anche per il monitoraggio: il quadro RW ragiona esplicitamente per portafogli, quindi tenere i wallet separati è comunque necessario.
Le commissioni, dove quasi tutti sbagliano
Una commissione pagata in euro è semplice: aumenta il costo di acquisto, riduce il corrispettivo di vendita. Una commissione pagata in cripto invece è essa stessa una micro-cessione dell'asset usato per pagarla, e soprattutto va scorporata dalla quantità movimentata.
È un errore ricorrente negli estratti degli exchange, dove alcune colonne indicano l'importo lordo e altre il netto: se si somma la commissione invece di toglierla compaiono nel conto monete mai possedute, e il saldo di quell'asset finisce sotto zero mesi dopo. Un saldo negativo non è mai un dettaglio estetico: è la prova che il calcolo sta lavorando su quantità sbagliate.
Il rischio più grande resta lo storico incompleto
Se il sistema vede una cessione ma non trova l'acquisto, non può inventare il costo: si ricade nell'articolo 68 comma 9-bis del TUIR con costo pari a zero, e la plusvalenza diventa pari all'intero incasso. La risposta corretta non è nascondere l'anomalia ma segnalarla e risalire alla prima data incoerente.
| Segnale | Causa probabile | Cosa recuperare |
|---|---|---|
| Saldo negativo | Manca un acquisto o un deposito precedente | Estratto del periodo precedente |
| Cessione senza costo | Acquisto mai importato | Transaction history completa |
| Prelievo tassato | Wallet proprio non riconosciuto | Indirizzo di destinazione da registrare |
| Controvalore stimato | Prezzo di esecuzione assente nell'estratto | Rendiconto ufficiale della piattaforma |
Perché API ed estratti vanno usati insieme
Le API automatizzano gli aggiornamenti ma quasi nessuna restituisce tutto: alcune si fermano a ventiquattro mesi, altre non espongono gli acquisti pagati in euro, altre ancora tengono i prodotti Earn su endpoint separati. Gli estratti ufficiali colmano gli anni e i servizi mancanti, e la deduplica evita che la stessa operazione venga contata due volte.
Futures e perpetual vanno tenuti separati
I risultati dei derivati con sottostante cripto non si sommano alle cessioni di cripto-attività: rientrano nella lettera c-quater dell'articolo 67 del TUIR, restano al 26% e hanno perdite riportabili proprie. Confonderli è facile, perché l'estratto dell'exchange mette spot e derivati nella stessa esportazione.
I controlli prima di fidarsi del totale
- verifica che ogni exchange e ogni indirizzo abbiano un wallet separato;
- confronta il numero di operazioni importate con quelle dell'estratto;
- controlla che nessun asset vada sotto zero, in nessuna data;
- registra gli indirizzi dei tuoi wallet, così i trasferimenti non diventano vendite;
- inserisci i valori di fine anno per il monitoraggio;
- leggi gli avvisi prima delle tabelle finali;
- conserva i file originali e il criterio di calcolo applicato.
Calcola, ma soprattutto controlla.
Importa il tuo storico e lascia che CryptoTax evidenzi i dati da completare prima del report. Beta gratuita su invito fino al 31 dicembre 2026.
Richiedi invito beta →Domande frequenti
Come si calcola una plusvalenza su una criptovaluta?+
Si sottrae dal corrispettivo incassato il costo fiscalmente riconosciuto delle unità cedute. La difficoltà non è la sottrazione ma stabilire quali unità sono uscite, dato che le monete sono fungibili: serve un criterio dichiarato e applicato in modo coerente su tutto lo storico.
Si usa il LIFO o il FIFO per le crypto?+
La norma non impone un metodo unico per le cripto-attività. Nella prassi si applica di solito il LIFO, che considera cedute per prime le unità acquistate più di recente, ma la scelta va concordata con il commercialista e soprattutto mantenuta uguale anno dopo anno: cambiarla a metà storico rende i risultati non confrontabili.
Le commissioni si sommano o si sottraggono?+
Una commissione pagata in euro aumenta il costo dell'acquisto e riduce il corrispettivo della vendita. Una commissione pagata in cripto è un'altra cosa ancora: va scorporata dalla quantità movimentata, perché sommarla fa apparire nel conto monete che non ci sono e manda il saldo sotto zero.
Che cosa succede se non trovo l'acquisto di una moneta che ho venduto?+
Il calcolo non può inventare un costo. Senza documentazione si finisce nell'ipotesi dell'articolo 68 comma 9-bis del TUIR, con costo pari a zero e l'intero incasso tassato come plusvalenza. Prima di accettarlo conviene sempre cercare l'estratto dell'anno mancante: in genere è lì che sta il costo.
Un trasferimento dal mio exchange al mio Ledger è una vendita?+
No, è un semplice spostamento e non genera plusvalenza. Il problema è dimostrarlo: nei dati grezzi si vedono un prelievo da una parte e un deposito dall'altra, e se il software non li riconosce come le due gambe della stessa operazione registra una cessione e un acquisto che non sono mai avvenuti.
Il calcolo va fatto per singolo wallet o su tutto il portafoglio?+
È la scelta del perimetro di raggruppamento dei lotti e cambia il risultato. La prassi dell'Agenzia, richiamata dalla risposta a interpello n. 788/2021, tende a trattare depositi e portafogli distinti come non fungibili tra loro. È una decisione da prendere con il professionista e da documentare nel report.
I risultati dei futures entrano nello stesso calcolo?+
No. I derivati con sottostante cripto rientrano nella lettera c-quater dell'articolo 67 del TUIR e non si compensano con le plusvalenze da cripto-attività: vanno calcolati e riportati in un comparto separato, con le loro perdite riportabili.
